Dal noto brano dei Beatles del 1967 “I’m The Walrus” si forma nel 2005 la band tutta livornese dei The Walrus. Giorgio Mannucci, Francesco Pellegrini e Dario Solazzi, classe 1984, si conoscono a scuola e con Alessio Carnemolla (1985) condividono la passione musicale che li porterà a dare vita al progetto insieme a Marta Bardi (1987). Un suono già in precedenza legato a doppio filo a quel filone indie della scena rock internazionale che non disdegna le melodie.
Legame più o meno cosciente, questo, e prima di tutto a dirlo è proprio la musica della band, dove la ricerca di un proprio stile – che a più riprese rivela una forte impronta europea -, è un’attitudine ben presente in questo clamoroso “Never Leave Behind Feeling Always Like A Child”, album d’esordio firmato Garrincha insieme alla Tomobiki Music (www.myspace.com/tomobikimusic). I testi in inglese, con un excursus in francese, hanno un carattere generazionale capace però in più passaggi di diventare trasversale. Crescita, cambiamenti, sogni, ardore, rabbia, incomprensioni, conflitti e romanticismo ne costituiscono i tratti salienti. Tutto senza tralasciare ironia e spensieratezza, freschezza; d’altronde il titolo dell’album, tratto proprio da un verso del brano di chiusura, “Bye Bye”, in questo senso parla chiaro. Così grazie a queste doti al gruppo livornese sono piombate addosso le attenzioni degli addetti ai lavori e degli appassionati. Nell’estate 2008 si sono aggiudicati il primo premio del concorso per band emergenti legato al Summer Festival di Lucca, la cui giuria era composta da discografici di grandi etichette come Warner e Universal, musicisti, autori, produttori artistici e altre figure professionali legate al mondo musicale. Il disco è stato registrato tra La Fabbrica di Plastica (Gattatico, Reggio Emilia) e il Loz Studio (Bologna) da Lorenzo Ori (Massimo Volume, Meg, Perturbazione, Baustelle).
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